Il tunneling è ampiamente utilizzato per scopi legittimi in rete, come l'instaurazione di comunicazioni sicure o l'aggiramento delle restrizioni geografiche. Tuttavia, è anche una tecnica che gli hacker utilizzano per eludere i controlli di sicurezza.
Nel mondo reale, i tunnel sono passaggi nascosti che consentono di superare ostacoli quali montagne ed edifici. Il tunneling di rete funziona in modo simile: si tratta di una tecnica che permette di trasportare dati utilizzando protocolli non supportati. Più precisamente, consiste nell'incapsulare pacchetti di dati all'interno di altri pacchetti per aggirare le restrizioni di rete. Questo metodo fa sì che il traffico di rete appaia come parte di un protocollo di rete legittimo, consentendo la comunicazione tra sistemi in modi che altrimenti potrebbero essere bloccati o limitati.
Sebbene all'interno delle reti esistano molti tunnel legittimi, utilizzati dalle aziende per condividere dati in modo sicuro tra applicazioni o sistemi, i tunnel nascosti vengono utilizzati per scopi dannosi. Gli hacker li utilizzano per aggirare i controlli di sicurezza e mimetizzarsi nel traffico normale mentre svolgono attività di comando e controllo e rubano dati.

In uno scenario tipico di tunneling, i dati di un protocollo vengono racchiusi nella sezione del payload di un altro protocollo. Il livello esterno, o "wrapper", appare come traffico normale e nasconde il contenuto interno non autorizzato. Ciò può essere realizzato con protocolli quali:

Gli hacker utilizzano il tunneling come metodo per incapsulare un protocollo di rete all'interno di un altro, consentendo loro di aggirare i controlli di sicurezza, eludere il rilevamento e mantenere una comunicazione persistente con i sistemi compromessi. Il tunneling permette agli hacker di trasmettere in modo invisibile dati, comandi o malware i confini di rete che altrimenti limiterebbero o monitorerebbero tale traffico.
Ecco i motivi specifici per cui gli hacker ricorrono alle tecniche di tunneling:
Il tunneling DNS consiste nell'incapsulare i dati all'interno delle query e delle risposte DNS. Poiché il traffico DNS è essenziale per la risoluzione dei nomi di dominio e spesso viene consentito dai firewall senza controlli rigorosi, gli aggressori sfruttano questo protocollo per inserire dati o comandi dannosi all'interno dei pacchetti DNS. Questa tecnica consente loro di effettuare l'esfiltrazione dei dati e di mantenere comunicazioni di comando e controllo con i sistemi compromessi, sfruttando il traffico DNS autorizzato per aggirare le misure di sicurezza senza essere individuati.

Il tunneling HTTP/HTTPS consiste nell'incorporare traffico dannoso all'interno di richieste e risposte HTTP o HTTPS standard. Gli autori degli attacchi sfruttano la diffusione e l'accettazione generalizzata del traffico web per nascondere le proprie comunicazioni. Incapsulando i propri dati all'interno dei protocolli HTTP, riescono a superare i firewall che solitamente consentono il passaggio del traffico web senza controlli rigorosi. L'utilizzo di HTTPS aggiunge un ulteriore livello di crittografia, impedendo l'ispezione dei contenuti da parte degli strumenti di sicurezza e nascondendo le attività dannose all'interno del normale traffico web crittografato.

Il tunneling SSH utilizza connessioni Secure Shell (SSH) per inoltrare in modo sicuro il traffico di rete. Gli aggressori creano tunnel SSH per trasmettere dati e comandi crittografati end-to-end, impedendo così l'analisi dei contenuti e l'intercettazione da parte degli strumenti di monitoraggio della rete. Questo metodo consente loro di aggirare le restrizioni di rete e di mantenere canali di comunicazione persistenti e crittografati con host compromessi, spesso sfruttando servizi SSH legittimi per non destare sospetti.

Il tunneling ICMP consiste nell'incapsulare i dati all'interno di pacchetti ICMP (Internet Control Message Protocol), quali le richieste e le risposte di eco comunemente utilizzate per la diagnostica di rete, come i comandi ping. Gli hacker sfruttano questa tecnica inserendo i propri dati nei pacchetti ICMP, approfittando del fatto che il traffico ICMP è spesso consentito dai firewall per facilitare la risoluzione dei problemi di rete. Ciò consente loro di aggirare le regole del firewall e trasferire dati in modo occulto, poiché il traffico ICMP è meno soggetto a controlli approfonditi.

Gli aggressori creano reti private virtuali (VPN) o tunnel crittografati personalizzati per incapsulare il proprio traffico all'interno di canali sicuri. Stabilendo connessioni VPN tramite protocolli standard o metodi di crittografia personalizzati, possono trasmettere dati, comandi o malware i confini della rete, garantendo al contempo la riservatezza e l'integrità. Questo approccio rende difficile per gli strumenti di monitoraggio della rete ispezionare o analizzare il traffico, consentendo agli aggressori di mantenere l'anonimato, eludere il rilevamento e comunicare in modo persistente con i sistemi compromessi sotto le spoglie di connessioni crittografate legittime.

Nonostante gli sforzi degli hacker di mimetizzarsi utilizzando tunnel nascosti, le loro comunicazioni introducono inevitabilmente sottili variazioni nel flusso delle comunicazioni di rete. È possibile individuarle grazie a sistemi di rilevamento avanzati basati sull'intelligenza artificiale.
Vectra AI funzionalità di rilevamento specifiche per tunnel DNS, HTTPS e HTTP nascosti. Ciascuna di esse si avvale di analisi altamente sofisticate dei metadati del traffico di rete per identificare sottili anomalie che indicano la presenza di tunnel nascosti. Esaminando meticolosamente il comportamento dei protocolli, Vectra AI lievi irregolarità che tradiscono la presenza di questi percorsi occulti. Ciò consente di agire rapidamente, prima che i dati della rete vengano compromessi.